Perché i capi bianchi diventano inevitabilmente grigi anche con lavaggi costosi


A tutti è capitato di vedere una camicia o un lenzuolo bianco come la neve diventare di un colore spento e terroso dopo un paio di mesi. Molti danno la colpa al produttore del tessuto o alla qualità della lavatrice, ma spesso la radice del problema risiede nelle abitudini quotidiane. Una conoscenza approfondita dei processi chimici del lavaggio vi aiuterà a mantenere i vostri capi al meglio per gli anni a venire.

Gli effetti nascosti dell’acqua dura

Una delle cause principali dell’ingrigimento dei tessuti è la mineralizzazione delle fibre. Se la vostra regione ha un’acqua dura, contiene alti livelli di sali di calcio e magnesio. Durante il lavaggio, questi minerali reagiscono con il detersivo formando un precipitato insolubile.

Questo fango si deposita in strati microscopici sui tessuti. Con il tempo, la polvere e lo sporco comune aderiscono a questi depositi minerali, che la polvere non riesce più a lavare via. Il risultato è che la biancheria assume una caratteristica tinta giallo-grigiastrache non può essere rimossa con la normale candeggina.

Errore nella quantità di polvere

Esiste un mito comune secondo cui per i capi molto sporchi è necessario usare più polvere. Questo è un errore fatale per la biancheria bianca. L’eccesso di polvere o gel crea schiuma pesanteche funziona come un cuscino: attenua lo sfregamento degli oggetti l’uno contro l’altro, riducendo l’efficacia della pulizia meccanica.

Inoltre, la lavatrice non è in grado di sciacquare completamente la chimica in eccesso in un ciclo standard. I tensioattivi residui (tensioattivi) si incastrano nelle fibre del tessuto e fungono da calamita per la polvere e le particelle di sporco della casa durante il successivo utilizzo. L’articolo si sporca più rapidamente e in profondità.

Smistamento improprio per tipo di tessuto

Separare le cose solo in base al colore (nero, bianco, colorato) non è sufficiente per mantenere una perfetta bianchezza. È fondamentale prendere in considerazione composizione del materiale. I materiali sintetici e il cotone richiedono modalità diverse.

Se vengono lavate insieme, le fibre sintetiche possono “attirare” microparticelle di tintura o di sporco dai tessuti naturali. Inoltre, le fibre sintetiche spesso perdono impercettibilmente, ma in modo abbastanza intenso da conferire ai capi in cotone un colore sporco. Il cotone e il lino devono essere lavati separatamente dal poliestere e dall’acrilico.

Bassa temperatura dell’acqua

Per risparmiare energia e preservare i tessuti delicati, molte persone sono abituate a lavare a 30-40 gradi. Tuttavia, questa temperatura non è sufficiente per la biancheria bianca, soprattutto quella a contatto con il corpo.

Il grasso della pelle (sebo) non si scioglie bene nell’acqua fredda. Se non viene rimosso completamente, si accumula nella struttura dei fili. Con il passare del tempo, questo grasso si ossida e ingiallisce, e lo sporco dell’acqua si accumula sopra di esso, creando un’impronta di sporco. patina grigia ostinata. Il cotone bianco richiede periodicamente temperature di 60 gradi Celsius per lavare i contaminanti organici.

Sovraccarico del tamburo

Il desiderio di lavare tutto in una volta fa sì che la biancheria si ammassi nel tamburo. Per un lavaggio efficace, la biancheria deve potersi muovere liberamente e “cadere” nell’acqua. Con un carico denso, l’acqua e il detersivo non possono circolare liberamente attraverso il tessuto. L’acqua sporca non fuoriesce, ma filtrata attraverso le fibre degli oggetti vicini, ricontaminandoli con la polvere disciolta.

Una manutenzione regolare, il corretto dosaggio dei prodotti e l’attenzione alla temperatura dell’acqua possono allungare notevolmente la vita degli elettrodomestici e preservarne la freschezza visiva.

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